Che voi veniate o venite?
La forma corretta, quando preceduta dalla congiunzione "che", è "che voi veniate". Si tratta del congiuntivo presente, necessario dopo espressioni di volontà, dubbio, desiderio o congiunzioni come "purché" o "affinché". "Venite" è indicativo presente (modo della realtà).
Che voi dite o diciate?
Vanno bene entrambe. > Io voglio che voi mi dicete o "diciate" come stanno le cose!
Come non sbagliare mai i congiuntivi?
Per non sbagliare il congiuntivo, ricorda di usarlo con verbi di dubbio, desiderio, speranza, opinione e necessità (es. credo che, spero che), nelle frasi ipotetiche con "se" (soprattutto se l'azione è irreale o incerta, come in "se fossi ricco"), con il Lei di cortesia (Mi faccia vedere), con espressioni impersonali (è bene che, è necessario che) e con pronomi indefiniti (chiunque); il trucco è sostituire con l'infinito se il soggetto è lo stesso e verificare il senso di incertezza o soggettività prima di ogni "che" o "se".
Che verbo mettere dopo il che?
Una volta il che causale era scritto con l'accento in quanto aferesi di perché: Vieni vicino ché voglio vederti meglio. 2) Proposizione finale con il verbo al congiuntivo: Ha insistito molto che salissi.
Che venissi o che venivi?
L'errore non ha età. Non c'è errore, però, in questa frase, in cui la consecuzione di modi e tempi verbali è correttissima. Quel “venissi” può essere la prima o la seconda persona singolare del congiuntivo imperfetto del verbo venire.
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Come si coniuga il congiuntivo imperfetto?
Forma. Il congiuntivo imperfetto si forma cancellando “-re” dell'infinito e ponendo “—ssi/--sse,” ecc.
Come capire se è congiuntivo o condizionale?
Il congiuntivo dopo il se indica un'azione che nella realtà non si è verificata e che molto difficilmente si verificherà (“se gli asini volassero” ne è un buon esempio). Il condizionale invece esprime il fatto che una certa azione si verificherà se prima ne accadrà un'altra.
Come si dice se tu venissi o se tu verresti?
se venissi" Per me ambedue le forme vanno bene, perché esprimono il concetto con diverse sfumature di senso. Ci farebbe piacere, se venissi: senza ombra di dubbio si costruisce così quel tipo di periodo ipotetico.
Quando usare il congiuntivo con che?
Il congiuntivo è infatti obbligatorio con congiunzioni complesse quali «nel caso che», «nel caso in cui», «qualora», «sempre che», «a condizione che», «ammesso che», «purché», frequenti nel linguaggio burocratico per quel tocco di ricercatezza che sanno dare alla pagina.
Quanti italiani sbagliano il congiuntivo?
Anche il congiuntivo rappresenta una criticità: il 56% degli intervistati lo impiega in modo errato, come nel caso della frase “L'importante è che hai superato l'esame”, che richiederebbe “L'importante è che tu abbia superato l'esame”.
Che vi siate o che vi siete?
Nel dubbio, ricorda: con l'espressione essere + aggettivo + che serve il congiuntivo! ✅ “Sono contenta che vi siate divertiti alla mia festa.” ❌ Non “sono contenta che vi siete divertiti…”
Si dice disdettare o disdire?
Disdettare: l'italiano ha già da secoli il verbo disdire con lo stesso identico significato: “disdire un contratto”, “disdire un appuntamento”.
Si può dire i diti dei piedi?
La crusca si adegua, state tranquilli. È errato riferire il plurale dita soltanto alle mani e la forma plurale in i (diti) ai piedi?
Cosa prendere per non sudare in viso?
Che cos'è una giara?
