Domanda di: Dr. Lazzaro Barone | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.9/5
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L'acronimo OGM sta per “organismo geneticamente modificato”. Quindi, quando si parla di alimenti no OGM ci si riferisce a tutti quei prodotti che non hanno subito “trattamenti”, frutto della natura.
Per organismo geneticamente modificato (OGM) si intende un organismo, diverso da un essere umano, in cui il materiale genetico (DNA) è stato modificato in un modo differente da quanto avviene in natura, con l'accoppiamento e la ricombinazione genetica naturale.
“Nel 2015 l'Italia ha espresso la scelta di non coltivare varietà Ogm”, ci racconta Eleonora Sirsi, esperta di diritto alimentare dell'Università di Pisa. Tuttavia la Corte di giustizia europea nel 2017 ha evidenziato la necessità che sia manifesto il rischio per la salute umana, degli animali e per l'ambiente.
I rischi per l'ecosistema sono: * inquinamento genico o bioinquinamneto, che è la trasmissione del gene nuovo ad altre piante non modificate attraverso il polline. Rischi per il consumatore: * le proteine di origine transgenica possono provocare delle reazioni allergiche o tossiche.
Le coltivazioni intensive di organismi non transgenici, non sottoposti ai controlli che deve superare un OGM, potrebbero alterare la biodiversità. Gli scettici sostengono che l'introduzione degli OGM potrebbe causare danni ambientali e danneggiare la biodiversità, prendendo il sopravvento sulle specie selvatiche.