La legge n. 1144/1966 delegò ad un decreto del Presidente della Repubblica il compito di decidere annualmente inizio e fine dell'ora legale rispettivamente nel periodo 31 marzo – 10 giugno e 20 settembre-31 ottobre.
La maggior parte del Nord America e dell'Europa utilizza l'ora legale, mentre la maggior parte di Africa e Asia invece non la usa. In Sudamerica vige una situazione mista, in cui la maggior parte dei Paesi (specie quelli vicini all'Equatore) non usa l'ora legale mentre in Cile, Paraguay e Uruguay è applicata.
A livello europeo, dal 1996 tutti gli Stati coordinano il cambio dell'ora e spostano le lancette avanti di un'ora a marzo e indietro di un'ora a ottobre. L'ora legale arriva dopo l'equinozio di primavera: scatta l'ultima domenica di marzo e finisce l'ultima domenica di ottobre, quando si torna all'ora solare.
Tutti i Paesi dell'Unione Europea e molti Paesi europei non membri continuano a effettuare il passaggio due volte l'anno. Al di fuori dell'Europa e del Nord America, il cambio degli orologi è praticato anche in Argentina, Paraguay, Cuba, Haiti, Levante, Nuova Zelanda e parti dell'Australia.
Mancano meno di due settimane, infatti, al consueto appuntamento con lo spostamento indietro di un'ora delle lancette. Nella notte fra sabato 29 e domenica 30 ottobre 2022 dovremmo dire addio all'ora legale, perdendo così un'ora di luce al giorno.