Ottanta anni fa, il 10 giugno 1940, Mussolini annunciava l'entrata in guerra dell'Italia al fianco della Germania nazista. Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, nel settembre 1939, l'Italia restò inizialmente neutrale.
Nella situazione di emergenza creatasi con l'invasione tedesca, il 16 giugno 1940 il presidente della repubblica Albert Lebrun nominò il maresciallo di Francia Philippe Pétain (all'epoca 84enne) presidente del consiglio. Il successivo 22 giugno Pétain stesso firmò a Rethondes l'armistizio con i tedeschi.
Il 1º settembre 1939, a seguito dell'attacco tedesco contro la Polonia, il capo del governo Benito Mussolini, nonostante un patto di alleanza con la Germania, dichiarò la non belligeranza italiana.
Nella primavera del 1945 le truppe anglo americane sfondarono la linea Gotica che si sviluppava da La Spezia fino a Rimini lungo l'Appennino dilagando nella Pianura Padana. Il 25 aprile la resistenza italiana, che poteva ormai contare più di 200.000 uomini, scatenò l'insurrezione nazionale contro i tedeschi.