Domanda di: Jari Parisi | Ultimo aggiornamento: 9 febbraio 2026 Valutazione: 4.2/5
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Il controllo sulle case di riposo e RSA (Residenze Sanitarie Assistenziali) in Italia è esercitato principalmente dalle ASL (Aziende Sanitarie Locali) e dai Comuni, che vigilano su idoneità strutturale, igiene, sicurezza e qualità dell'assistenza. I Carabinieri dei NAS effettuano controlli straordinari e ispezioni, mentre le Regioni rilasciano autorizzazioni e accreditamenti.
Il controllo di queste strutture viene fatto spesso dai NAS o dalle ASL. Tuttavia, mentre i primi sono completamente autosufficienti, per le ASL, invece, diventa inevitabile il coinvolgimento della Polizia Municipale, visto che, spesso, ci si trova di fronte a violazioni che riguardano anche il TULPS.
La parte burocratica è spesso vista come una seccatura, ma è essenziale per garantire il buon funzionamento di una struttura sanitaria. I NAS controllano che tutte le autorizzazioni siano in regola e che la documentazione relativa alla gestione dei rifiuti sanitari sia aggiornata.
Come fare causa contro una casa di riposo? La risposta è molto semplice: basta citarla in giudizio davanti al tribunale territorialmente competente. L'atto di citazione dovrà essere notificato presso la sede della struttura, nella persona del legale rappresentante, che in genere è la persona che gestisce l'ospizio.
Sì, in generale si perde l'indennità di accompagnamento se si viene ricoverati in una casa di riposo (o istituto) per più di 29 giorni e il costo è totalmente a carico dello Stato, ma l'accompagnamento spetta se la struttura non fornisce assistenza completa (richiedendo comunque un caregiver familiare/privato) o se si paga almeno parzialmente la retta, come nel caso di strutture private o con compartecipazione alla spesa, presentando apposita dichiarazione all'INPS.