Per queste assenze, in alcuni casi, è possibile chiedere un permesso retribuito. Questo genere di permesso è regolato sia dalle leggi nazionali che dai CCNL (Contratti collettivi nazionali di lavoro) che possono prevedere differenze a seconda del settore lavorativo a cui si appartiene.
L'ammontare delle ore retribuite per il diritto allo studio viene stabilito dai singoli Contratti Collettivi Nazionali del Lavoro (CCNL), ma nella grandissima maggioranza dei casi consiste in un massimo di 150 ore di permesso, da utilizzarsi entro un determinato periodo di tempo (di solito un triennio).
Quando il datore di lavoro può negare un permesso?
Il datore di lavoro può negare il permesso? Il datore di lavoro non può negare il ROL, come non può negare gli altri permessi di lavoro retribuiti. A confermarlo è stata la sentenza n. 688/2018: l'azienda è tenuta a concedere i permessi e non può trasformarli in uno strumento di potere e di controllo sui dipendenti.
Per la fruizione di detti permessi i dipendenti sono tenuti ad avvisare il proprio Responsabile con 3 giorni di preavviso. Nei casi di particolare e comprovata urgenza o necessità la domanda può essere presentata anche nelle 24 ore precedenti la fruizione e comunque non oltre l'inizio dell'orario di lavoro.
I permessi retribuiti sono dei periodi di tempo variabili, diversi dalle ferie e dai riposi settimanali, in cui il lavoratore ha diritto di assentarsi dal lavoro mantenendo la retribuzione ordinaria e il diritto a maturare l'anzianità di servizio e le ferie lavorative.