Chi decide se una persona ha bisogno di un amministratore di sostegno?

Domanda di: Neri Palmieri  |  Ultimo aggiornamento: 12 marzo 2026
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La decisione di nominare un amministratore di sostegno spetta esclusivamente al Giudice Tutelare del tribunale competente per il luogo di residenza della persona interessata. Il giudice valuta la necessità della misura basandosi su ricorsi presentati da familiari (fino al 4° grado), coniugi, conviventi o dal Pubblico Ministero, emettendo un decreto motivato che specifica i poteri dell'amministratore.

Quando è obbligatorio l'amministratore di sostegno?

Devono, dunque, ricorrere due condizioni perchè il Giudice Tutelare possa nominare un amministratore di sostegno: presenza di una malattia o disabilità fisica o psichica; presenza di una riduzione o mancanza totale della capacità di cavarsela da soli nelle attività della vita quotidiana.

Chi fa le pratiche per l'amministratore di sostegno?

Dove si presenta il ricorso: il giudice tutelare competente

Il giudice competente per la presentazione del ricorso è il giudice tutelare del luogo dove il beneficiario vive abitualmente. Solitamente è il giudice tutelare del luogo dove il beneficiario ha la propria residenza.

Chi può opporsi alla nomina di un amministratore di sostegno?

L'opposizione alla nomina di un amministratore di sostegno può essere presentata da qualsiasi persona che abbia un interesse legittimo nella vicenda. Questo include parenti stretti, come figli o coniugi, ma anche altri familiari o persone legate da un vincolo affettivo al beneficiario.

Chi fa la domanda per amministratore di sostegno?

La domanda può essere presentata dall'interessato, anche se incapace, dal coniuge, dalla persona stabilmente convivente, dai parenti entro il quarto grado (genitori, figli, fratelli o sorelle, nonni, zii, prozii, nipoti, cugini), dagli affini entro il secondo grado (cognati, suoceri, generi, nuore), dal tutore o ...

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