La rinuncia all'eredità presuppone l'apertura della successione conseguente alla morte della persona della cui eredità si tratta. Essa può essere effettuata dagli eredi e, nel caso di minori, interdetti, inabilitati e persone giuridiche, da chi li rappresenta.
Possono rinunciare all'eredità solo coloro nei confronti dei quali vi è vocazione e delazione a seguito dell'apertura della successione. Si tratta dunque dei chiamati all'eredità, con delle precisazioni nei confronti di alcune tipologie di questi.
Stando a quanto previsto dalle leggi in vigore, se i figli rinunciano all'eredità è la stessa legge che stabilisce chi sono gli eredi, in base ad asse ereditario e parenti prossimi e, se i figli rinunciano, il diritto di accettare l'eredità passa ai chiamati di ordine e grado ulteriore.
Ovviamente, se il defunto non ha debiti e l'eredità è attiva, conviene accettare l'eredità puramente e semplicemente o tacitamente, disponendo dei beni caduti in successione. Se invece il defunto aveva molti debiti e pochi o nessun bene, è conveniente rinunciare all'eredità.
Chi rinuncia all'eredità deve pagare le tasse di successione?
Le imposte di successione non sono dovute da chi ha rinunciato all'eredità in modo valido, e pertanto non è entrato in proprietà dei beni ereditari e non ne ha nemmeno conseguito il possesso; in ogni caso, per evitare che venga richiesto il pagamento è opportuno comunicare tempestivamente all'Agenzia delle Entrate di ...