Domanda di: Dr. Gianmaria Piras | Ultimo aggiornamento: 19 febbraio 2026 Valutazione: 4.8/5
(29 voti)
La celebre espressione "l'art pour l'art" (l'arte per l'arte) è generalmente attribuita allo scrittore e poeta francese Théophile Gautier. Formulato nella prefazione del suo romanzo Mademoiselle de Maupin (1835), il concetto divenne il manifesto del movimento estetico, sostenendo che l'arte non deve avere scopi educativi o morali, ma vivere solo per la sua bellezza estetica.
Rappresenta uno dei canoni dell'estetismo, ben espresso da aforismi come quelli di Oscar Wilde: «Non esistono libri morali o immorali. Ci sono solo libri scritti bene o libri scritti male – questo è tutto.» In inglese era tradotto come "art for art's sake", in francese "art pour l'art".
Platone, come è noto, definiva l'arte come mimesi, anche se non è chiaro se la sua fosse una teoria o una semplice osservazione, visto che l'arte nell'Atene del suo tempo non era molto più di questo.
Théophile Gautier, critico impeccabile dei rimpianti dell'età romantica. "L'uomo con il gilet rosso": cronache del Romanticismo francese. "L'Art pour l'Art", "l'Arte per amore dell'Arte", è l'espressione che meglio racconta la parabola di Théophile Gautier, un uomo che di arte ha scritto e vissuto.
L'arte è la forma più trasparente della volontà di potenza», se ovviamente ci si muove all'om- bra dell'esperienza per cui «<l'intima essenza dell'essere è volontà di po- tenza»>⁹.