Domanda di: Carmelo De rosa | Ultimo aggiornamento: 4 giugno 2026 Valutazione: 4.2/5
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Per la maggior parte degli israeliani ed ebrei, Gesù è storicamente riconosciuto come un pio ebreo del I secolo, un maestro (Rabbi) o un guaritore carismatico della Galilea, ma non come il Messia, il figlio di Dio o una figura divina. La sua figura è spesso vista nel contesto del giudaismo dell'epoca, senza implicazioni teologiche cristiane.
In generale l'ebraismo vede Gesù come uno dei tanti falsi messia che sono apparsi nel corso della storia degli ebrei. Gesù viene considerato come il più influente, e di conseguenza il più deleterio, di tutti i falsi messia.
Gesù è un ebreo palestinese il quale non intende fondare una nuova religione, ma portare a Israele il messaggio di Dio che invita a entrare nel “regno” che comincia a costituirsi già nell'attività di Gesù, in attesa dell'imminente intervento divino che avrebbe cambiato l'universo distruggendo il male.
È una delle più antiche religioni monoteistiche, dalla quale è derivato anche il cristianesimo e il cui nucleo originario risale alla credenza in un Dio nazionale, Yahweh, che stringe con il suo popolo un patto speciale.
Nell'ebraismo, il Paradiso è talvolta descritto come un luogo in cui Dio discute il Talmud con gli angeli e dove gli ebrei passano l'eternità a studiare la Torah scritta e quella orale. Gli ebrei non credono in un "Inferno" come luogo di tormento sempiterno.