La persona in coma è in uno stato di incoscienza e non è in grado di eseguire ordini semplici (aprire gli occhi, pronunciare parole comprensibili) ma può conservare parzialmente o totalmente le funzioni vegetative (circolazione sanguigna, respirazione ecc.).
Il coma è uno stato di incoscienza, dal quale chi vi cade non può essere risvegliato; tale condizione comporta la mancata risposta agli stimoli dolorosi, ai cambiamenti di luce e ai suoni, fa saltare il ciclo sonno-veglia e, infine, rende impossibile ogni azione volontaria.
Inoltre, una persona in coma non risponde normalmente a stimoli, luce o suono; manca un normale ciclo sonno-veglia e non avvia azioni volontarie, non essendo in grado di sentire, parlare, ascoltare o muoversi consapevolmente. Chi è in coma avrà anche riflessi di base molto ridotti come la tosse e la deglutizione.
Dopo il coma i pazienti fanno un sonno particolarmente prolungato e ricco di sogni. La scoperta, fatta dai ricercatori dell'Irccs Santa Lucia di Roma, induce a pensare che queste caratteristiche del sonno siano in realtà strategie messe in atto dal cervello per favorire il recupero dopo il coma.
Durante il coma il paziente perde le funzioni cerebrali più complesse mentre altre, come ad esempio la respirazione e la circolazione, rimangono relativamente integre. Ci possono essere movimenti spontanei e gli occhi si possono aprire in risposta a stimoli esterni.