Domanda di: Valdo Barbieri | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023 Valutazione: 4.6/5
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Il fondatore dell'ateismo ottocentesco è il filosofo Feuerbach secondo cui è stato l'uomo a creare Dio, proiettando su quest'ultimo una serie di attributi e qualità umane. L'ateismo costituiva, per il filosofo, un dovere morale in quanto l'uomo doveva recuperare su di sé le qualità positive che aveva accostato a Dio.
Nei tempi moderni il primo ateo esplicito conosciuto per nome è stato il critico della religione danese di lingua tedesca Matthias Knutzen il quale ha pubblicato tre scritti atei nel 1674.
Tra il 46% e il 59% dei cittadini tedeschi del territorio della ex DDR (sia vissuti sotto la DDR sia i loro figli) si dichiarano atei e il 72% si dichiarano irreligiosi. Secondo molti studi e censimenti la ex Germania Est è la macroregione più atea nel mondo.
Per ateismo pratico si intende la posizione per cui ci si comporta "come se" Dio non esistesse, pur non ponendo alla base del comportamento la convinzione su basi teoriche che non esista.