Gli amanti di Apollo nella mitologia greca sono numerosi, ma i più celebri includono il giovane Giacinto (il cui amore tragico portò alla nascita del fiore omonimo dopo essere stato ucciso da un disco deviato da Zefiro) e la ninfa Dafne, che si trasformò in alloro per sfuggire alle sue avances, e Cirene, una cacciatrice rapita e portata in Libia, dove fondò la città di Cirene, e Coronide, madre di Asclepio. Altri includono la ninfa Melissa, trasformata in ape, e Cassandra, a cui fu dato il dono della profezia ma mai creduta. it.wikipedia.org/wiki/Giacinto_(mitologia) it.wikipedia.org/wiki/Dafne_(naiade) it.wikipedia.org/wiki/Apollo it.wikipedia.org/wiki/Coronide_(figlia_di_Flegias)
Sacerdotessa della Madre Terra, Dafne era una ninfa amante della propria libertà: ella non solo conquistò il cuore di Apollo, ma anche quello di un giovane mortale di nome Leucippo ("quello dei cavalli bianchi"), il figlio del re dell'Elide Enomao.
La donna considerata la più bella dell'Antica Grecia, secondo la mitologia, è Elena di Troia (o di Sparta), la cui bellezza era talmente leggendaria da scatenare la Guerra di Troia, mentre a livello divino la dea dell'amore e della bellezza per eccellenza è Afrodite. Non si trattava di una figura storica reale, ma di un personaggio mitologico la cui origine era legata a Zeus e Leda, spesso nata da un uovo, simbolo della sua straordinaria origine divina.
Una versione del mito di Apollo e Dafne ci racconta che Cupido, deciso a vendicarsi di un'offesa subita da Apollo, colpisce il dio con una freccia d'oro in grado di far innamorare alla follia, dei e mortali, della prima persona su cui avessero posato gli occhi dopo il colpo e questa sorte capita alla ninfa Dafne.