Domanda di: Pablo Grassi | Ultimo aggiornamento: 16 aprile 2026 Valutazione: 4.7/5
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Le oblate (dal latino oblata, "offerta") erano donne dedite all'assistenza dei malati e ai bisognosi, operanti specialmente nel Medioevo in regime di semi-clausura o vita religiosa senza voti solenni. A Firenze, celebri erano le Oblate del Convento di Santa Maria Nuova, che gestivano l'ospedale, cucinavano e curavano i malati, la cui sede è oggi la Biblioteca delle Oblate.
Le Oblate però sorsero come congregazione laica senza obbligo di voti: le adepte cioè facevano una scelta di vita monacale con un regime di semi-clausura, ma senza prendere i voti, mantenendo dunque la possibilità di abbandonare la congregazione qualora lo avessero voluto.
I Padri Oblati Missionari sono sacerdoti diocesani che che scelgono di vivere in comunità per potersi dedicare principalmente all'evangelizzazione e alla predicazione di Missioni popolari e di Esercizi spirituali. La parola Oblato deriva dal termine latino oblatus: che significa “offerto”.
Chi chiede di diventare oblato o oblata, dopo un primo periodo di discernimento, è ammesso a seguire un cammino formativo vivendo la spiritualità benedettina in varie tappe e, laddove possibile, a condividere la preghiera comunitaria – la liturgia delle ore.
A oggi a essere riconosciuti Dottori della Chiesa sono 37 santi (a cui si aggiungerà presto John Henry Newman). Come si evince dall'elenco le donne sono quattro: due carmelitane scalze, Teresa d'Avila e Teresa di Lisieux; una domenicana, Caterina da Siena, e una benedettina, Ildegarda di Bingen.