Domanda di: Jari Mancini | Ultimo aggiornamento: 5 maggio 2026 Valutazione: 4.4/5
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In caso di morte di un cointestatario, il conto cointestato non passa interamente al sopravvissuto. Solitamente, il 50% delle somme (presunzione di parità) confluisce nell'asse ereditario del defunto e spetta ai suoi eredi (coniuge, figli, parenti), mentre il restante 50% rimane di proprietà del cointestatario superstite. Il conto può essere bloccato o gestito diversamente a seconda che sia a firma congiunta o disgiunta.
In sintesi, il beneficiario in un conto cointestato è colui che viene indicato per ricevere i fondi in futuro, spesso in caso di decesso di uno dei titolari o al verificarsi di una condizione specifica.
Come si fa la successione di un conto corrente cointestato?
Comunicare tempestivamente alla banca il decesso del cointestatario. Presentare tutta la documentazione richiesta per accelerare la divisione delle somme. Richiedere supporto legale o notarile in caso di dubbi sulla ripartizione delle quote. Verificare eventuali clausole contrattuali specifiche sul conto corrente.
Quanto costa la successione di un conto corrente cointestato?
Le tasse di successione sul conto corrente
Per gli eredi diretti (cioè il coniuge, i figli, i nipoti diretti, i genitori o i nonni del defunto) esiste una franchigia di un milione di euro: oltre questa soglia, l'aliquota da applicare è del 4%.
1854 c.c. esiste una presunzione di legge per cui i soldi depositati su un conto cointestato appartengano in parti uguali a tutti i cointestatari. Tuttavia, questa presunzione può essere superata se si dimostra che il denaro proviene solo da uno dei cointestatari, ad esempio tramite bonifici tracciabili o buste paga.