Il malato che voglia continuare a lavorare durante le cure può svolgere la sua attività da casa? R: Certamente. Il lavoratore malato di cancro, se lo desidera, può chiedere al datore di lavoro di svolgere la propria attività da casa.
Marco Venturini, presidente eletto dell'Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) – trasmettere un concetto fondamentale: chi è colpito da tumore può continuare a lavorare, ma le sue prestazioni possono cambiare. Ad esempio la chemioterapia richiede tempi di recupero e specifico sostegno.
Cosa non si deve fare quando si fa la chemioterapia?
Sono sconsigliati carne e formaggi, bevande molto calde o molto fredde, zuccherate e frizzanti, birra, vino, bevande alcoliche e contenenti caffeina, agrumi, latte o alimenti che lo contengono (gelati, frappè, panna acida), alimenti molto speziati, fritti e dolci.
Nei casi di chemioterapia in atto, per il malato sarà automatico il riconoscimento al diritto all'indennità di accompagnamento, se pur per brevi periodi (settimane, mesi o anni) necessari all'effettuazione delle stesse terapie, in rapporto agli effetti fortemente debilitanti del trattamento chemioterapico.
Quanti giorni di malattia spettano ai malati oncologici?
Questi ultimi infatti, se costretti a sospendere anche solo temporaneamente l'attività lavorativa a causa della patologia e delle terapie oncologiche, hanno diritto all'indennità di malattia (massimo 61 giorni/anno) ed eventualmente all'indennità di degenza ospedaliera (massimo di 180 giorni/anno).