In Italia sorge per iniziativa dell'Ospedale di Lucca nel 1822, che organizza a Viareggio una colonia per i bambini di strada. Verso la metà dell'Ottocento gli ospizi marini sono più di cinquanta, localizzati in Toscana, Emilia e Romagna.
Un potente incremento a tali istituzioni, ma con finalità alquanto diverse, fu dato dall'apostolato iniziato da Giuseppe Barellai nel 1853 e proseguito per oltre un trentennio, per trarre fuori dalle corsie degli ospedali comuni i fanciulli malati di tubercolosi delle ossa, delle articolazioni, del tessuto linfatico e ...
Le colonie, strutture situate in contesti marini o montani e destinate al soggiorno di bambini ed adolescenti per lo svolgimento di attività ludiche e ricreative, nascono nella prima metà del XIX secolo.
Le prime colonie di vacanza per bambini in Italia sorsero alla metà dell'Ottocento, per poi diffondersi in modo più organizzato e sistematico tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento; avevano finalità essenzialmente curative ed erano rivolte a bambini bisognosi e malati che non avevano accesso alle terapie.
Dopo la Seconda Guerra mondiale, le colonie sono riconosciute a carattere formativo e educativo, e aperte non solo a persone svantaggiate; sappiamo poi che vari Enti favorivano queste pratiche per i figli dei dipendenti o per motivi diversi, come ad esempio per i figli dei mutilati di guerra o sul lavoro.