I nomi delle stagioni derivano principalmente dall'antichità, consolidati attraverso l'evoluzione della lingua latina e la cultura romana, che ha strutturato il calendario. Non esiste un singolo creatore, ma i termini riflettono il rapporto con la natura e il simbolismo delle antiche civiltà.
I nomi delle stagioni, così come quelli dei mesi, hanno origini antiche e riflettono la percezione delle civiltà che li hanno coniati: "primavera" deriva dal sanscrito, "estate" e "autunno" dal latino mentre l'origine di "inverno" è probabilmente indoeuropea.
Fu l'ateniese Metone a elaborare nel 432 a.C. un sistema per mettere d'accordo i mesi lunari di 29,5306 giorni con gli anni solari di 365,2422 giorni. Metone ordinò in modo prestabilito mesi di 29 e di 30 giorni e anni di 12 e di 13 mesi.
Come già accennato, il cambiamento delle stagioni è determinato dall'inclinazione dell'asse di rotazione della Terra, che va a mutare l'angolo di incidenza dei raggi solari sulla sua superficie. La diversa inclinazione della Terra rispetto al Sole a seconda delle stagioni.
Gli Egizi, come narra Erodoto, utilizzarono un calendario scandito dal percorso apparente del Sole. Aveva una durata di 365 giorni esatti, risultanti da 12 mesi di 30 giorni ai quali venivano aggiunti 5 giorni all'inizio di ogni anno.