Gli accusatori recenti sono invece: Meleto, Anito e Licone: accusano Socrate di corruzione dei giovani, di non riconoscere gli dei della città e di volerne introdurre di nuovi. In questa seconda parte del discorso di difesa, Socrate intraprende una sorta di dialogo direttamente con il suo principale accusatore.
Gli accusatori di Socrate, Meleto e. dietro di lui, Anito, appartenevano, significativamente, alla parte democratica. I capi d'accusa contro Socrate erano tre: Socrate non crede negli dei della città
E' proprio in questo contesto che si situano il processo e poi la condanna a Socrate: gli esponenti del partito democratico (Anito, Meleto e Licone) accusavano il filosofo di empietà, per avere introdotto nella città ateniese nuovi dèi, e di corruzione dei giovani.
Dunque, secondo la testimonianza platonica, Socrate, condannato dal l'assemblea di Atene, bevve la cicuta e in pochi minuti fu ucciso dall'erba velenosa. Platone non tralascia di avvertire che Socrate avrebbe avuto la possibilità di salvarsi evadendo dal carcere.
Il responsabile dell'accusa si chiamava Anito, esponente del partito democratico, perché in quel momento Atene viveva una fase delicata della vita politica: la democrazia era stata reintrodotta ma al governo c'erano personalità corrotte, anche da sovrani stranieri, incapaci di fare gli interessi collettivi e del popolo ...