Il regime di carcere duro 41-bis è stato introdotto nel 1992 su impulso dei ministri Claudio Martelli (Giustizia) e Vincenzo Scotti (Interno). Originariamente concepito come misura temporanea d'emergenza dopo le stragi di mafia (Capaci e via D'Amelio), è stato poi stabilizzato e inasprito da normative successive, inclusa la legge 23 dicembre 2002, n. 279.
Il 24 maggio 2002 il Governo Berlusconi II deliberò un disegno di legge di modifica degli articoli 4-bis e 41-bis dell'ordinamento penitenziario, poi approvato dal Parlamento come legge 23 dicembre 2002, n.
L'articolo 41-bis della Legge sull'ordinamento penitenziario (n. 354/1975) è stato introdotto nel 1986 dalla legge Gozzini e interessava, in un primo momento, soltanto casi di emergenza e di rivolte all'interno delle carceri.
41 bis, co. 2, ord. penit. (da ora: 41 bis) è una forma di detenzione particolarmente rigorosa, cui sono destinati gli autori di reati in materia di criminalità organizzata nei confronti dei quali sia stata accertata la permanenza dei collegamenti con le associazioni di appartenenza.
Quando è stato introdotto il reato di associazione mafiosa?
Com'è noto, prima che la legge 13 settembre 1982, n. 626 – nome ufficiale della norma – introducesse il reato di associazione mafiosa e misure contro i patrimoni illeciti, le armi dello Stato contro la mafia (o meglio, le mafie) erano decisamente spuntate.