Il naso aquilino è caratterizzato da un dorso pronunciato (gobba), spesso arcuato e con punta rivolta verso il basso, simile al becco di un'aquila, ben visibile di profilo. È un tratto genetico/ereditario comune nell'Europa meridionale (Italia, Spagna, Francia), tra gli arabi e le popolazioni slave, considerato storicamente simbolo di potere e forza.
Il termine “naso aquilino” deriva dalla somiglianza con il becco curvo dell'aquila e si riferisce a un naso che presenta una sporgenza o una gobba prominente sulla linea del dorso. Questa caratteristica può essere più o meno evidente e può influenzare l'armonia del profilo facciale della persona.
Il naso aquilino è un modello di naso non particolarmente amato. Anche in questo caso il grado di accentuazione fa la differenza tra ciò che viene considerato antiestetico e brutto e tutto il resto.
Nella maggior parte dei casi, l'aspetto del naso aquilino è ereditario, ma in alcuni casi la sua origine è dovuta a una grave contusione o trauma che devia le ossa nasali, provocando l'allargamento del dorso e l'abbassamento della punta.
Non esiste un unico "naso più attraente", ma i canoni estetici moderni tendono a preferire nasi proporzionati, simmetrici e in armonia con gli altri tratti del viso, spesso ispirati al naso greco (dritto, elegante) o al naso "alla francese" (leggermente all'insù), che sono molto richiesti nella rinoplastica, ma anche forme più definite come il naso "a bottone" (piccolo e arrotondato) sono considerate attraenti per la loro delicatezza. La bellezza è soggettiva e varia tra culture, ma l'equilibrio e l'armonia sono i principi chiave.