Il concetto geometrico di cilindro è stato studiato fin dall'antichità, in particolare da Archimede, mentre il cilindro inteso come componente meccanico (pistone/cilindro) si è evoluto attraverso le macchine a vapore di James Watt (XVIII secolo) e il primo motore a combustione interna di Eugenio Barsanti e Felice Matteucci (1850s).
Stando alle fonti, il cilindro fu ideato dagli inglesi prima del 1789. Altri affermano invece che fu il cappellaio di Londra Herrington a idearlo; quando questi lanciò il copricapo nel 1805, generò così tanto scalpore da venire tacciato dal Lord Mayor di disturbare l'ordine pubblico.
Questo semplice apparecchio fu realizzato dal prof. Giuseppe De Astis ai primi anni del XX secolo per dosare il contenuto in calcare (CaCO3) del terreno.
Venne realizzato e utilizzato come deposito di fondazione in seguito alla conquista persiana di Babilonia avvenuta nel 539 a.C., quando l'impero neo-babilonese venne invaso da Ciro e incorporato nell'Impero achemenide.
Bisogna attendere il tentativo, primo nella storia andato a buon fine, di Luigi De Cristoforis (1841) per avere un primo “motore igneopneumatico”, in grado di far funzionare una macchina con motore a miscela di aria e di vapore di petrolio, che costituì il primo motore atmosferico a esplosione a combustibile liquido.