La storia del cotone è antica quanto la nascita della civiltà. La sua scoperta si fa risalire ad almeno 7.000 anni fa, quando in Perù vennero ritrovate le prime testimonianze. Si pensa infatti che la fibra, ricavata dai semi delle piante Gossypium, venisse utilizzata già dagli Aztechi.
Il cotone viene coltivato in paesi dai climi caldi, in cui si alternano periodi di elevata umidità e altri molto aridi, necessari alla fase di maturazione. Le zone del mondo in cui si coltiva più cotone sono il Sud degli Stati Uniti, l'America Meridionale, l'Africa settentrionale e occidentale, l'Asia centrale.
I primi segni della sua presenza risalgono infatti a 9000 anni fa. È in quell'epoca così remota che sono stati rinvenuti i primi semi della pianta, nella valle dell'Indo. La sua denominazione latina Gossypium deriva dall'egiziano Gossypion e ancora oggi è il termine scientifico utilizzato per indicare il cotone.
Il cotone è una fibra tessile, ricavata dalla bambagia che avvolge i semi delle piante del genere Gossypium. Bambagia di cotone sulla pianta. La sua tessitura ha origine nella preistoria: frammenti di tessuto di cotone risalenti al V millennio a.C. sono stati rinvenuti nella Civiltà della valle dell'Indo.
É infatti impiegato maggiormente per confezionare capi estivi e capi di abbigliamento intimo ma anche lenzuola, asciugamani e federe. Questa fibra é al 100% biodegradabile, ecologico, riciclabile, con una composizione al 95% di cellulosa.