Le ciliegie non sono state inventate, ma la loro diffusione in Europa è attribuita al generale romano Lucio Licinio Lucullo, che le portò dal Mar Nero (Cerasunte) a Roma nel 72 a.C.. Le prime tracce risalgono al Neolitico, con origini nell'Asia Minore, da dove si diffusero in Egitto e Grecia.
La ciliegia è il frutto del ciliegio (Prunus avium), una pianta presente nel bacino del Mediterraneo da circa tremila anni. Le prime notizie sulla sua diffusione si hanno in Egitto, nel settimo secolo a.C. In seguito il ciliegio si è diffuso in Grecia (terzo secolo a.C.) e in Italia.
La pianta è giunta in Italia dalla Grecia nel II secolo a.C. dal generale romano Lucullo che diede ordine ai suoi legionari di portare a Roma le “ciliegie dolci” e da lì si diffuse in tutto l'Impero, tanto che un secolo dopo, aveva già raggiunto le rive del Reno e del Tamigi.
Originario dell'Asia Minore, il ciliegio si diffuse in Egitto sin dal VII secolo a.C. e successivamente in Grecia come cita Teofrasto (III sec. a.C.). La prima testimonianza della sua presenza in Italia risale al II secolo a.C. quando Varrone ne illustrò dettagliatamente l'innesto.