Domanda di: Maruska Martini | Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023 Valutazione: 4.6/5
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Il bottino di guerra è affidato dal Canali in custodia, con ordine scritto, alla partigiana Giuseppina Tuissi "Gianna", sua compagna, che è altresì incaricata di curare la raccolta dei valori ancora in possesso dei gerarchi rimasti sul luogo della cattura.
Ma di fatto dimenticati e negletti, visto che dopo 70 anni sono ancora inaccessibili. Questa fortuna, compresa la tuta indossata dalla Petacci, giace infatti da quasi due decenni nel caveau della filiale Bankitalia di via dei Mille a Roma all'interno di sacchi sigillati, come fosse paccottiglia qualunque.
Alle 16:10 di quel 28 aprile 1945, Benito Mussolini e Claretta Petacci furono fucilati davanti al cancello di Villa Belmonte, a Giulino di Mezzegra, sul lago di Como. A sparare, secondo la versione ufficiale, fu il colonnello partigiano "Valerio", Walter Audisio.
L'Oro di Dongo: il mistero del tesoro della RSI e le lettere fra Mussolini e Churchill. Nel caveaux di Bankitalia a Roma è custodito un tesoro inestimabile, per la maggior parte mai neppure inventariato.
Esiste una lettera inviata da Mussolini all'ingegner Nicola Romeo nella quale il Duce riconosce che la macchina "va molto bene", ma ha "troppe dotazioni straniere": un orologio svizzero, "la tromba francese", i magneti tedeschi Bosch.