Tra la fine dell'8° e l'inizio del 9° secolo il matematico arabo Muhammad ibn Musa al-Khuwaritzmi descrisse in modo sistematico alcuni metodi per risolvere le equazioni, soprattutto di secondo grado. Nel 16° secolo si occuparono di equazioni specialmente matematici italiani e tedeschi.
Uno dei primi matematici conosciuti è stato Talete di Mileto (624 ca. - 546 a.C.); è stato salutato come il primo vero matematico e il primo individuo conosciuto a cui è stata attribuita una scoperta matematica.
Per prima cosa Eulero introdusse il concetto di funzione, l'uso della funzione esponenziale e dei logaritmi. Trovò i modi di esprimere le varie funzioni logaritmiche in termini di serie e definì i logaritmi per i numeri complessi e negativi, espandendone notevolmente la portata.
Un'equazione (dal latino aequatio) è una uguaglianza matematica tra due espressioni contenenti una o più variabili, dette incognite. L'uso del termine risale almeno al Liber abbaci del Fibonacci (1228).
Addizionando o sottraendo ai due membri di un'equazione uno stesso numero o una stessa espressione algebrica contenente l'incognita si ottiene un'equazione equivalente a quella di partenza.