I profili dei bambini plusdotati (gifted) sono stati tracciati principalmente dai ricercatori americani George Betts e Maureen Neihart nel 1988, definendo 6 tipologie comportamentali. Altri esperti fondamentali includono il prof. Steven Pfeiffer per gli aspetti socio-emotivi e le scale di valutazione, mentre in Italia le linee guida sono curate dal CNOP (Consiglio Nazionale Ordine Psicologi).
I bambini plus-dotati possono avere difficoltà di apprendimento nascoste che non vengono scoperte perché possono facilmente compensarle nei primi anni. Col passare del tempo, però, diventa sempre più difficile per loro eccellere. Il che può portare a problemi comportamentali e, talvolta, a forme depressive.
La certificazione di plusdotazione può essere emessa solo da uno psicologo abilitato con gli strumenti testistici idonei a rilevare le dimensioni fondamentali dell'intelligenza secondo la letteratura scientifica. La certificazione di plusdotazione è costituita dalla relazione del clinico.
Ereditarietà genetica: La plusdotazione può essere ereditaria. A volte la scoperta delle capacità di un figlio porta i genitori a riflettere sulle proprie potenzialità nascoste.
Dal punto di vista neuroscientifico, il cervello plusdotato è caratterizzato da connessioni neuronali più rapide e complesse rispetto alla media. Ciò porta a una maggiore reattività agli stimoli e a un utilizzo più integrato dei due emisferi cerebrali, che comunicano tra loro in modo più efficiente.