Le polis non furono inventate da una singola persona, ma nacquero spontaneamente in Grecia tra l'VIII e il VII secolo a.C. come evoluzione delle comunità micenee, rappresentando una forma di organizzazione politica e sociale basata sulla cittadinanza e su leggi comuni, con Atene e Sparta come esempi principali.
L'origine della polis risale al periodo in cui crollò la civiltà micenea (XII secolo a.C.). Il passaggio dalla rimpianta età del Bronzo (descritta nel mito delle cinque Età in Le opere e i giorni di Esiodo) all'età del Ferro si compì nel Mediterraneo orientale all'insegna del fuoco e della devastazione.
Il suo processo di formazione come modello di insediamento e di forma di governo risale al secolo compreso tra l'850 e il 750 a.C. durante la colonizzazione greca micenea, per poi estendersi modificandosi al suo interno per un lungo arco di tempo fino a quello che alcuni studiosi hanno identificato come VI secolo.
Inizialmente, il potere era nelle mani di un re, il basileus, il quale aveva un ruolo fondamentale nell'aggregazione comunitaria. Prima di prendere una decisione il basileus consultava il consiglio, o boulé, i cui membri (i ghérontes), erano i capi delle più importanti famiglie nobiliari.