Chi manda in protesto un assegno?

Domanda di: Mietta Barbieri  |  Ultimo aggiornamento: 20 marzo 2023
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Riassunto: Il protesto di un assegno è il procedimento tramite il quale un notaio, un ufficiale giudiziario o un segretario comunale dichiarano pubblicamente il mancato pagamento di una somma indicata in un assegno presentato all'incasso in tempo utile.

Chi effettua il protesto?

A fronte del rifiuto, l'ufficiale eleva il protesto, conferendo efficacia esecutiva al titolo: è raggiunto il carattere di titolo esecutivo. Il notaio è autorizzato a servirsi di ausiliari (presentatori), in possesso dei requisiti di legge. Il protesto in danno al debitore richiede di essere pubblicizzato.

Quando scatta il protesto di un assegno?

Quando un soggetto emette un assegno, pur non avendo fondi sufficienti a coprire l'importo indicato o non è autorizzato ad emettere il titolo, viene attivato un procedimento formale chiamato per l'appunto protesto.

Come funziona il protesto di un assegno?

Ulteriore conseguenza della mancanza di provvista è rappresentata dal "protesto", atto pubblico con il quale viene accertato il mancato pagamento dell'assegno e viene data pubblicità della mancata provvista, con conseguente perdita della reputazione da parte di chi aveva emesso l'assegno.

Quanto tempo ho per pagare un assegno prima di essere protestato?

La miglior cosa da fare è provvedere il prima possibile al pagamento dell'assegno, possibilmente entro il termine di 60 giorni dalla data di presentazione del titolo. Sarà necessario aggiungere alla somma indicata nell'assegno anche una penale (pari al 10% del valore dell'assegno), gli interessi e le spese di protesto.

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