Domanda di: Ing. Soriana Leone | Ultimo aggiornamento: 8 dicembre 2023 Valutazione: 5/5
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La TECNICA CHIRURGICA, eseguita dal Neurochirurgo, consiste in un intervento microchirurgico con tricotomia limitata, ridotta apertura del cranio (variabile in base alla sede dell'aneurisma), utilizzo di corridoi naturali (cisterne aracnoidee) senza aggressione diretta del tessuto cerebrale.
Il neurochirurgo approfondisce l'argomento, con un riferimento anche alla prevenzione. L'aneurisma cerebrale o aneurisma intracranico indica la dilatazione di un vaso arterioso del cervello e se rotto, può portare a condizioni cliniche piuttosto gravi.
Nel momento stesso in cui viene diagnosticato, questo aneurisma diventa un problema, prima di tutto per il paziente, poi per il neurochirurgo che deve decidere se la lesione necessita di un trattamento o solo di osservazione.
COME VIENE ESEGUITO L'INTERVENTO? Quando è dilatata l'aorta nel suo tratto toracico (ascendente, arco e toracica discendente) è il cardiochirurgo ad eseguire l'intervento. Se invece è interessata solo l'aorta addominale, l'intervento viene, in genere, eseguito o dal chirurgo vascolare o da quello generale.
L'intervento di tipo tradizionale prevede il taglio chirurgico sull'addome (laparotomia mediana xifo-pubica), la mobilizzazione delle anse intestinali, l'isolamento dell'aorta e la sostituzione del tratto malato con materiale protesico compatibile con il corpo umano (generalmente Dacron).