Dopo i primi tre giorni di malattia (periodo di carenza a carico del datore di lavoro), a partire dal 4° giorno la retribuzione è a carico dell'INPS. L'indennità erogata dall'INPS è solitamente anticipata in busta paga dal datore di lavoro, che poi la recupera.
Sia l'INPS che il datore di lavoro pagano la malattia, ma in modo differenziato: il datore di lavoro paga i primi 3 giorni (periodo di carenza), spesso al 100% (se previsto dal CCNL), mentre l'INPS paga dall'4° giorno in poi, rimborsando il datore di lavoro che solitamente integra la retribuzione fino al 100% o una percentuale stabilita dal contratto collettivo. La ripartizione esatta dipende dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) applicato, che determina le integrazioni del datore di lavoro.
Per capire come viene retribuito il dipendente bisogna chiedersi “chi paga i primi 3 giorni di malattia e i successivi?” Nei primi 3 giorni di malattia l'indennità è corrisposta dal datore di lavoro, in seguito, dal 4° al 120° giorno il danaro arriva dall'INPS.
Cosa succede se prendo solo un giorno di malattia?
Se prendi un solo giorno di malattia, devi avvisare tempestivamente il datore di lavoro e, anche se breve, richiedere il certificato medico al tuo medico curante, che lo invierà telematicamente all'INPS, per giustificare l'assenza, evitare sanzioni disciplinari, la perdita della retribuzione e possibili controlli, soprattutto se l'azienda o il tuo CCNL lo richiedono, dato che i primi giorni sono spesso a carico del datore di lavoro.
I primi 3 giorni li paga l'azienda e il resto l'INPS. I problemi che può farti un'azienda è richiedere un controllo sul fatto che tu sia davvero malato. Di contro può farlo anche l'INPS.