La NASpI è l'indennità di disoccupazione mensile pagata dall'Inps a tutti i lavoratori dipendenti del settore privato o precari della pubblica amministrazione che hanno perso involontariamente l'occupazione a seguito di licenziamento, scadenza del contratto o che hanno rassegnato le dimissioni per giusta causa.
Quanto paga il datore di lavoro per la disoccupazione?
La retribuzione di riferimento per il calcolo della indennità di disoccupazione NASpI è pari ad euro 1.352,19 euro per il 2023. L'importo massimo mensile della Naspi per il 2023 è fissato in euro 1.470,99 euro al mese.
Il contributo è destinato a finanziare l'indennità di disoccupazione (e a scoraggiare i licenziamenti) e il datore deve provvedere al pagamento, con modello F24 insieme agli altri contributi previdenziali e assistenziali entro il 16 del mese successivo, a prescindere se il dipendente cessato chieda o meno la NASPI.
Cosa deve pagare il datore di lavoro in caso di licenziamento?
137/2021 e per il massimale previsto dalla circolare n. 14/2023 (nel 2022 il riferimento era la circolare n. 26/2022), il ticket di licenziamento ammonta a euro 603,11 (41% del massimale mensile di 1.470,99 euro) per ogni anno di servizio del lavoratore cessato, fino ad un massimo di euro 1.809,33.
Chi paga la disoccupazione il datore di lavoro o l'INPS?
La NASpI è l'indennità di disoccupazione mensile pagata dall'Inps a tutti i lavoratori dipendenti del settore privato o precari della pubblica amministrazione che hanno perso involontariamente l'occupazione a seguito di licenziamento, scadenza del contratto o che hanno rassegnato le dimissioni per giusta causa.