Chi paga la NASpI in caso di licenziamento?

Domanda di: Demis Coppola  |  Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023
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Il ticket licenziamento è quel contributo che il datore deve versare all'INPS in caso di cessazione di rapporti di lavoro dipendente a tempo indeterminato che danno diritto alla NASpI. Il suo importo è adeguato annualmente sulla base dei dati dell'inflazione in quanto legato al trattamento di disoccupazione.

Chi paga la disoccupazione INPS o datore di lavoro?

La NASpI è l'indennità di disoccupazione mensile pagata dall'Inps a tutti i lavoratori dipendenti del settore privato o precari della pubblica amministrazione che hanno perso involontariamente l'occupazione a seguito di licenziamento, scadenza del contratto o che hanno rassegnato le dimissioni per giusta causa.

Quanto deve pagare il datore di lavoro per licenziamento?

137/2021 e per il massimale previsto dalla circolare n. 14/2023 (nel 2022 il riferimento era la circolare n. 26/2022), il ticket di licenziamento ammonta a euro 603,11 (41% del massimale mensile di 1.470,99 euro) per ogni anno di servizio del lavoratore cessato, fino ad un massimo di euro 1.809,33.

Quanto costa la NASpI al datore di lavoro?

L'importo del ticket licenziamento a carico del datore di lavoro, come già accennato, è pari al 41% del massimale mensile dell'indennità di disoccupazione Naspi per ogni anno di anzianità aziendale negli ultimi tre anni, ed è dovuto nella stessa misura sia nei contratti part-time che in quelli full time.

Quando non è dovuto il contributo NASpI?

Il c.d. ticket di licenziamento NON è dovuto nel caso di:

dimissioni volontarie del lavoratore (codice Tipo cessazione “1B”). cessazioni di rapporto di lavoro intervenute in applicazione dell'articolo 4 della legge n. 92/2012 "Isopensione" (codice Tipo cessazione “1L”).

E' meglio essere LICENZIATI o dare le DIMISSIONI? | Avv. Angelo Greco