Il ticket licenziamento è quel contributo che il datore deve versare all'INPS in caso di cessazione di rapporti di lavoro dipendente a tempo indeterminato che danno diritto alla NASpI. Il suo importo è adeguato annualmente sulla base dei dati dell'inflazione in quanto legato al trattamento di disoccupazione.
Chi paga la disoccupazione INPS o datore di lavoro?
La NASpI è l'indennità di disoccupazione mensile pagata dall'Inps a tutti i lavoratori dipendenti del settore privato o precari della pubblica amministrazione che hanno perso involontariamente l'occupazione a seguito di licenziamento, scadenza del contratto o che hanno rassegnato le dimissioni per giusta causa.
Quanto deve pagare il datore di lavoro per licenziamento?
137/2021 e per il massimale previsto dalla circolare n. 14/2023 (nel 2022 il riferimento era la circolare n. 26/2022), il ticket di licenziamento ammonta a euro 603,11 (41% del massimale mensile di 1.470,99 euro) per ogni anno di servizio del lavoratore cessato, fino ad un massimo di euro 1.809,33.
L'importo del ticket licenziamento a carico del datore di lavoro, come già accennato, è pari al 41% del massimale mensile dell'indennità di disoccupazione Naspi per ogni anno di anzianità aziendale negli ultimi tre anni, ed è dovuto nella stessa misura sia nei contratti part-time che in quelli full time.
Il c.d. ticket di licenziamento NON è dovuto nel caso di:
dimissioni volontarie del lavoratore (codice Tipo cessazione “1B”). cessazioni di rapporto di lavoro intervenute in applicazione dell'articolo 4 della legge n. 92/2012 "Isopensione" (codice Tipo cessazione “1L”).