Domanda di: Samira Battaglia | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.4/5
(48 voti)
L'imposta di successione è dovuta da tutti gli eredi in proporzione al valore della quota ereditata. In concreto, la quota di imposta sarà più alta per l'erede con la quota di eredità superiore. Questo vale per i rapporti interni tra eredi. Verso l'Agenzia delle Entrate tutti gli eredi sono obbligati in via solidale.
L'imposta di successione è dovuta allo Stato da parte degli eredi e dei legatari (cioè coloro che ricevono solo un bene o un diritto per testamento o per legge) in base alla propria quota di eredità.
Chi non è obbligato a pagare le imposte di successione? Sono esonerati dall'obbligo di presentare la dichiarazione di successione i chiamati all'eredità ed i legatari che hanno rinunciato all'eredità ed i chiamati che, non essendo in possesso dei beni ereditari, hanno nominato un curatore per l'eredità giacente.
In Italia la tassa di successione ordinaria è pari all'8% del patrimonio. Ma scende al 6% tra fratelli, parenti fino al quarto grado (un cugino) e affini fino al terzo grado (lo zio della moglie), e addirittura al 4% nel caso di eredi diretti (figli, coniuge, compagno unito civilmente).
Che succede se uno degli eredi non vuole pagare la tassa di successione?
Se un erede non paga la tassa di successione in tempo, ovvero dopo il termine di 60 giorni, oltre alle sanzioni, sono previsti anche gli interessi di mora. Per gli importi superiori ai 1.000 €, è anche possibile pagare l'imposta di successione a rate.