La legge dice che si può guidare un'auto intestata ad un familiare non convivente o a un amico, ma per un tempo massimo continuativo non superiore ai 30 giorni. In caso l'utilizzo superi il mese occorre fare la segnalazione alla Motorizzazione Civile.
Cosa succede se guido una macchina intestata ad un'altra persona?
Chiunque non rispetti questa regola rischia una multa di 705€ e il ritiro della carta di circolazione. In questo caso, ovviamente, sono le Forze dell'Ordine che devono dimostrare che il veicolo contestato viene guidato abitualmente e da più di 30 giorni dal soggetto che non vive insieme al titolare del mezzo.
Diciamo subito che mettersi alla guida di un'auto intestata a terze persone è assolutamente lecito, ovviamente con il permesso del legittimo proprietario del mezzo, anche se bisogna fare degli importanti distinguo.
Se invece la presti a un familiare non convivente o a un amico e il comodato dura più di 30 giorni hai l'obbligo di comunicarlo alla Motorizzazione affinché il comodato venga annotato sulla carta di circolazione. In caso contrario rischi una sanzione di 705 euro e il ritiro della carta di circolazione.
Cosa succede se non dichiaro chi guidava la macchina?
La mancata comunicazione, sebbene non comporti alcuna decurtazione dei punti, prevede l'applicazione di una sanzione accessoria che parte da un minimo di 292 euro fino a 1168 euro, secondo quanto previsto dagli articoli 126 bis e 180 del codice della strada.