VIDEO
Trovate 40 domande correlate
Chi esercita l'azione disciplinare?
1. L'azione disciplinare è promossa dal Ministro della giustizia e dal Procuratore generale presso la Corte di cassazione. 2. Il Ministro della giustizia ha facoltà di promuovere l'azione disciplinare mediante richiesta di indagini al Procuratore generale presso la Corte di cassazione.
Come opporsi a un provvedimento disciplinare?
Come procedere all'impugnazione
Il primo consiste nel promuovere entro il termine di 20 giorni dall'irrogazione della sanzione la costituzione di un collegio di conciliazione che decida sulla controversia. ... È possibile anche ricorrere ad un giudice instaurando una causa entro il termine di 10 anni fissato dalla legge.
Chi firma la contestazione disciplinare?
Soggetti legittimati a contestare gli addebiti, oltre al rappresentante legale/titolare dell'azienda, possono essere: il superiore gerarchico del lavoratore che, anche senza delega, rappresenta il datore di lavoro; chi si occupa dei trattamenti del personale in base all'organizzazione aziendale.
Come si infligge una sanzione disciplinare?
Affinché sia valida la procedura disciplinare occorre che la contestazione sia formulata per iscritto indicando in maniera precisa i fatti contestati, essendo radicalmente esclusa la possibilità di una contestazione in forma orale; in difetto nessuna sanzione adottata è legittima.
Come funziona il provvedimento disciplinare?
Il provvedimento disciplinare è uno strumento a disposizione del datore di lavoro per richiamare i lavoratori al rispetto delle norme aziendali e di legge. ... Le sanzioni disciplinari possono essere di 5 tipi:
richiamo verbale; richiamo scritto; multa; sospensione; licenziamento.
Chi è che applica le sanzioni?
La sanzione amministrativa è irrogata da un pubblico ufficiale che ne accerta l'illecito a seguito di un procedimento amministrativo posto a verifica dell'illecito stesso, a differenza della sanzione penale che richiede un processo nel quale l'imputato stesso può costituirsi.
Chi punisce la sanzione?
La sanzione, prevista (o, come si suol dire, comminata) dalla norma in via generale e astratta, è inflitta (o irrogata) al soggetto responsabile di un illecito concretamente accertato, dall'autorità cui l'ordinamento ha attribuito il relativo potere; negli ordinamenti statali è tipicamente un giudice, ma può essere ...
Quanto tempo ho per impugnare un provvedimento disciplinare?
L'impugnazione avverso una sanzione disciplinare conservativa, attuata mediante deposito in cancelleria del ricorso giudiziale entro due anni dalla data di comunicazione della sanzione, deve ritenersi tempestiva, anche se l'udienza di discussione è stata fissata oltre tale termine biennale.
Quanto costa impugnare una sanzione disciplinare?
Oltre al contributo unificato, il cui importo è variabile, il lavoratore che intende impugnare il licenziamento dovrà pagare i c.d. “diritti forfettari” ovvero acquistare, in tabaccheria, una marca da bollo dell'importo di € 27,00.
In quale caso il lavoratore può essere sanzionato?
La norma e la giurisprudenza, parlano di sanzioni sia a livello pecuniario che penale, nel momento in cui sia provato che il comportamento del lavoratore sia difforme alle direttive aziendali in termini di prevenzione e sicurezza.
Quali sono i diversi tipi di sanzioni disciplinari?
Le sanzioni sono di due tipologie: conservative (rimprovero verbale, ammonizione scritta, multa, sospensione) e non conservative (licenziamento). Ad eccezione del rimprovero verbale, l'applicazione del provvedimento avviene secondo l'iter legale disciplinato dall'art. 7 dello Statuto dei Lavoratori.
Chi può fare una contestazione disciplinare?
La contestazione disciplinare è prevista per tutti i casi in cui un lavoratore viola le norme previste nel contratto di lavoro, e in generale non mantiene una buona condotta. Se il comportamento è considerato grave può causare anche un licenziamento per giusta causa o per giustificato motivo soggettivo.
Chi può fare una lettera di richiamo?
La lettera di richiamo può essere predisposta da qualsiasi datore di lavoro.
Quando una lettera di richiamo non è valida?
Nella norma di legge troviamo quindi risposta alla domanda posta all'inizio dell'articolo: quando decade la lettera di richiamo? La risposta è che decade dopo due anni da quando viene inflitta la sanzione disciplinare.
Come rispondere a una sanzione disciplinare?
Ci sono due modalità di risposta:
scusarsi e ammettere le proprie colpe nel caso in cui il comportamento assunto abbia davvero violato il regolamento aziendale, spiegando le circostanze ed eventualmente anche le motivazioni; spiegare il proprio punto di vista nel caso in cui non si ritengano vere le accuse esposte.
Come può difendersi il lavoratore?
Il dipendente è libero di esercitare la propria difesa nella forma che ritiene più opportuna, oralmente o per iscritto. Inoltre, nella fase istruttoria del provvedimento, è ammessa l'assistenza di un rappresentante sindacale.
Quale è la sanzione disciplinare meno grave?
L'ammonizione scritta è il provvedimento disciplinare adottato per le infrazioni di minor gravità.
Quali sono i limiti sostanziali al potere disciplinare?
Il principale limite sostanziale al potere disciplinare è previsto dall'art. 2106 Cod. Civ.: il datore di lavoro, infatti, non può irrogare sanzioni disciplinari sproporzionate rispetto alla concreta gravità dei fatti addebitati al lavoratore.
In che cosa consiste il potere disciplinare?
Il potere disciplinare del datore di lavoro ha lo scopo di tutelare l'organizzazione aziendale ed il rispetto degli obblighi contrattuali da parte del lavoratore e si traduce nella comminazione di sanzioni disciplinari nei confronti del lavoratore inadempiente.
Cosa si rischia con una contestazione disciplinare?
Rispondere nel modo scorretto, partecipare da soli al colloquio o, peggio, decidere non replicare alla contestazione, sono comportamenti possono portare all'irrogazione di una sanzione disciplinare che, in alcuni casi, può persino coincidere con il licenziamento.