La tomba di Archimede fu scoperta nel 75 a.C. dall'oratore e politico romano Marco Tullio Cicerone. Durante il suo mandato come questore in Sicilia, Cicerone individuò il sepolcro ormai dimenticato dai siracusani presso la porta Acragantina, riconoscendolo grazie alla presenza di una sfera e un cilindro incisi sulla pietra, come descritto nelle opere dello stesso scienziato.
Nato a Siracusa (nella Magna Grecia) nel 287 a.C., figlio dell'astronomo greco Fidia (che gli trasmise la passione per le Scienze) completò gli studi ad Alessandria d'Egitto dove fu allievo di un altro grande, Euclide, e dedicò la vita allo studio di tutte le branche del sapere.
Archimede fu il primo a scoprire che il rapporto tra i bracci della resistenza e della potenza è inversamente proporzionale al rapporto tra le rispettive forze: vale a dire che più uno dei due valori cresce, più diminuisce l'altro.
Questo principio, scoperto dall'antico matematico e scienziato greco Archimede, ha un impatto significativo sulla comprensione dei fenomeni legati alla galleggiabilità e all'equilibrio dei corpi immersi in un fluido, come ad esempio un liquido o un gas.