Domanda di: Vitalba Guerra | Ultimo aggiornamento: 14 aprile 2026 Valutazione: 4.7/5
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Nell'Iliade di Omero, non vi sono suicidi narrati esplicitamente nel testo. Il suicidio di Aiace Telamonio, che si trafigge con la spada per la vergogna dopo la follia e la disputa per le armi di Achille, è il più celebre suicidio legato alla guerra di Troia, ma avviene in poemi del Ciclo Troiano (Etiopide) e non nel testo omerico.
Inutilmente trattenuto da Tecmessa, una principessa frigia divenuta sua schiava e concubina, Aiace si uccise con la stessa spada donatagli da Ettore, dopo aver affidato il figlio Eurísace (avuto da Tecmessa) alle cure del fratellastro Teucro.
Solo quando ritorna in sé si rende conto del folle gesto compiuto: se ne vergogna, sente ormai irrimediabilmente compromessa la sua immagine di valente guerriero e teme il riso di scherno dei nemici. Decide allora di togliersi la vita: è l'unica possibilità che gli resta di salvare il suo onore.
Ubriaco, Elpenore si sdraiò a dormire sul tetto dell'abitazione di Circe. Al mattino, essendosi dimenticato di dove si trovasse, cadde e morì per la rottura dell'osso del collo.
Trafitto dalla lancia di Achille, implora ancora una volta che il suo corpo non venga abbandonato allo scempio dei cani e degli uccelli, ma l'avversario lo schernisce con ferocia. Morendo, Ettore predice ad Achille la fine ormai prossima.