Tutti i parenti di un coniuge sono quindi affini con l'altro coniuge; ad esempio sono considerati affini i cognati, la suocera, la nuora, ecc. Anche per l'affinità è necessario stabilire un grado (grado di affinità) che è esattamente uguale al grado di parentela del coniuge con l'affine stesso.
Affini di secondo grado - marito e fratello della moglie (in quanto la moglie è parente di secondo grado con il proprio fratello), etc. Affini di terzo grado - zio del marito rispetto alla moglie (lo zio è parente di terzo grado rispetto al marito-nipote), zia della moglie rispetto al marito ecc...
Per stabilire il grado di affinità si tiene conto del grado di parentela con cui l'affine è legato al coniuge; così suocera e nuore sono affini in primo grado; i cognati sono affini di secondo grado, ecc.
In base agli artt. 74,75 e seguenti del Codice Civile si precisa che: - la parentela è il rapporto giuridico che intercorre tra persone che discendono da uno stesso stipite e sono quindi legate tra loro da un vincolo di consanguineità; – l'affinità è il vincolo tra il coniuge e i parenti dell'altro coniuge.
L'affinità è il vincolo tra un coniuge e i parenti dell'altro coniuge. Nella linea e nel grado in cui taluno è parente d'uno dei coniugi, egli è affine dell'altro coniuge. L'affinità non cessa per la morte, anche senza prole, del coniuge da cui deriva, salvo che per alcuni effetti specialmente determinati.