Per Gesù, i "miti" (o mansueti, beati i miti) sono persone umili, non aggressive, che non si impongono con la violenza o la superbia, riflettendo il suo stesso cuore "mite e modesto". La mitezza per Gesù è una forza interiore che vince l'ira e preserva le relazioni, legata profondamente all'umiltà.
Nella Scrittura la parola “mite” indica anche colui che non ha proprietà terriere; e dunque ci colpisce il fatto che la terza beatitudine dica proprio che i miti “avranno in eredità la terra”. In realtà, questa beatitudine cita il Salmo 37, che abbiamo ascoltato all'inizio della catechesi.
Cos'è il mito? I miti greci sono storie e leggende tramandate fino ai giorni nostri, dai tempi dell'antica civiltà greca. Ogni mito narra diversi accadimenti, alcuni raccontano la nascita delle divinità greche, di esseri soprannaturali, altri di battaglie combattute tra eroi e personaggi malvagi.
I quattro tipi principali di mito sono i Miti della Creazione (spiegano l'origine di cosmo, dei e uomini), i Miti Naturalistici (spiegano fenomeni naturali), i Miti Eziologici (spiegano l'origine di nomi, usanze, istituzioni) e i Miti Storici (raccontano eventi reali arricchiti di leggenda), ognuno con funzioni diverse nel fornire significato e spiegazione alle società antiche.
I “miti” o anche “umili” sono per molti versi affini ai “poveri in spirito” della prima beatitudine e Gesù, mentre li esalta, evoca un Salmo: «I poveri erediteranno la terra» (37,11).