Le nove Muse della mitologia greca, figlie di Zeus e Mnemosine (la Memoria), sono le divinità ispiratrici delle arti, della poesia e delle scienze, spesso associate al dio Apollo. Ognuna presiede a una specifica forma espressiva: Calliope (poesia epica), Clio (storia), Erato (poesia amorosa), Euterpe (poesia lirica/musica), Melpomene (tragedia), Polimnia (inni sacri), Tersicore (danza), Talia (commedia) e Urania (astronomia).
Calliope, «dalla bella voce», è la Musa più famosa, protettrice dell'epica e dell'elegia. È la madre di Orfeo, che con la sua lira incanta persino gli elementi della natura. Nel mondo romano le Muse sono assimilate alle Camene, «protettrici del canto», originarie divinità italiche.
Figlie di Zeus e della titanessa Mnemosine, le nove muse sono abitualmente considerate le divinità che sovrintendono alle attività artistiche umane. Esse sono compagne di Apollo, dio della musica e della poesia, che in questo ruolo di "guida delle Muse" è noto con l'appellativo di Musagète.
Cicerone narra di quattro muse: (Telsinoe, Melete, Aede, Arche), sette (le sette muse erano venerate a Lesbo), otto secondo Cratete di Mallo o infine nove. Il numero di nove finì per prevalere in quanto citato da Omero ed Esiodo.
Tra le M. nominate per iscritto, Calliope è dipinta più spesso di tutte, come la più importante. Seguono con poco scarto, Tersicore e Talia; poi Clio, Urania, Melpomene e Erato, infine Polimnia ed Euterpe.