Chi trasmette il certificato medico al datore di lavoro?
L'attuale disciplina prevede, infatti, che sia compito del medico trasmettere la certificazione per via telematica all'INPS, che a sua volta provvede a inoltrarla al datore di lavoro (art. 25 Legge 183/2010).
Chi invia il certificato di malattia al datore di lavoro?
Infatti il medico curante solo dopo la visita potrà compilare il certificato telematico di malattia in un'apposita sezione che si trova sul sito dell'INPS, che a sua volta provvederà ad inviare tale certificato al datore di lavoro.
Quanto tempo ho per inviare il certificato medico al datore di lavoro?
Il certificato medico deve essere inviato al massimo entro 2 giorni, e cioè quello relativo al primo giorno di assenza e quello successivo.
Cosa succede se non consegno il certificato di malattia?
La consegna del certificato
Se il certificato medico è stato consegnato, l'assenza ingiustificata non si produce e la condotta del lavoratore potrà essere sanzionata, ricorrendone le condizioni, solo nel perimetro della tardività della giustificazione.
Cosa fare se il medico non invia certificato telematico?
Può però accadere in casi eccezionali che risulti impossibile utilizzare il sistema di trasmissione telematica. In questo caso il medico deve rilasciare al lavoratore la certificazione e l'attestazione di malattia in forma cartacea.
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Come funziona l'invio del certificato medico?
Una volta richiesto il certificato, da un lato il medico curante avrà l'obbligo di inviarlo telematicamente all'INPS secondo la normativa. Dall'altro, il lavoratore in molti casi dovrà consegnare al proprio datore di lavoro il numero di protocollo che attesta l'esito positivo di trasmissione.
Cosa fare con il numero di protocollo del certificato medico?
Il datore di lavoro, con il numero di protocollo, può trovare il certificato medico e scaricarlo dall'apposita sezione del sito dell'INPS.
Quanti giorni può essere retroattivo il certificato di malattia?
La retrodatazione del certificato telematico di malattia non è, in generale, possibile. Infatti, dal punto di vista giuridico, la data di inizio della malattia coincide con la data di rilascio del certificato medico.
Quanto tempo ho per comunicare il numero di protocollo?
Entro quanto tempo numero protocollo certificato medico
In ogni caso, infatti, l'invio del certificato medico o la comunicazione del relativo codice devono avvenire al massimo entro 48 ore dalla comunicazione dell'assenza dal lavoro.
Quanto costa al datore di lavoro la malattia del dipendente?
Come già detto, i primi 3 giorni di solito sono a totale carico dell'azienda, mentre per il periodo successivo, in linea di massima, si prendono in considerazione i seguenti parametri: Primi 20 giorni di malattia (successivi al terzo) = 50% della retribuzione media giornaliera.
Cosa vede il datore di lavoro nel certificato di malattia?
Il datore di lavoro può visionare esclusivamente l'attestato di malattia del lavoratore, un documento che contiene tutti i dati del certificato esclusa la diagnosi. Il lavoratore, invece, ha la possibilità di visionare sia l'attestato che il certificato medico comprensivo di tutti i dati relativi alla malattia.”
Quando i primi 3 giorni di malattia non vengono pagati?
I primi 3 giorni di malattia (carenza) non sono indennizzabili, tranne nel caso di ricaduta della stessa malattia verificatasi entro 30 giorni o quando il contratto preveda l'indennizzo di tale periodo a carico del datore di lavoro.
Quante volte si può prolungare la malattia?
Quante volte si può prolungare la malattia? Addirittura, il medico fiscale può passare due volte nell'arco della stessa giornata. Ma procediamo per ordine, e vediamo, in caso di malattia, come prolungare l'assenza dal lavoro.
Quando la malattia scade di venerdì?
Esemplificando: il lavoratore il cui primo certificato scade nella giornata di venerdì, in caso di mancata guarigione, deve rivolgersi al curante il venerdì stesso oppure, in assenza, al Servizio di Continuità Assistenziale (c.d. Guardia Medica), che può rilasciare una certificazione che può coprire il sabato e la ...
Come funziona la malattia sabato e domenica?
Chi deve comunicare il numero di protocollo del certificato medico?
Il lavoratore mantiene soltanto l'obbligo di comunicare al proprio datore di lavoro il numero di protocollo del certificato inviato telematicamente dal proprio medico curante. Tale norma e divenuta definitivamente operativa dal 13 Settembre 2011.
Come inviare il numero di protocollo malattia?
Al lavoratore, resta comunque l'obbligo di comunicare al proprio datore di lavoro il numero di protocollo del certificato ricavabile o tramite i servizi online di INPS previo inserimento e richiesta credenziali e Pin all'istituto, o tramite medico curante che ha redatto e inviato telematicamente il certificato medico.
Cosa succede se il medico si dimentica di inviare il certificato?
Chi invia il certificato medico in ritardo, e cioè dopo il secondo giorno di malattia, perde il trattamento retributivo che gli sarebbe spettato in quanto l'INPS non riconosce l'indennità di malattia se non dal giorno in cui il lavoratore si è sottoposto a visita medica.
Come viene pagata 1 settimana di malattia?
Retribuzione a carico dell'azienda pari al 100% nei primi tre giorni di malattia (carenza); Integrazione al 75% dell'indennità INPS dal 4° al 20° giorno di malattia; Integrazione al 100% dell'indennità INPS dal 21° giorno di malattia in poi.
Quanto sono pagati 5 giorni di malattia?
Chi decide di mandare la visita fiscale?
La visita fiscale consiste in una visita a domicilio, da parte di un medico fiscale INPS, per accertare lo stato di malattia del lavoratore. Il medico può essere mandato o dal datore di lavoro o direttamente dall'INPS, a seconda dei casi e la richiesta deve essere presentata dal datore di lavoro.
Quando si è in malattia si percepisce lo stesso stipendio?
Nel periodo di assenza del lavoratore causata da «un'incapacità temporanea al lavoro», la retribuzione viene sostituita da un indennizzo economico. Questa indennità è regolata dalla legge e dal CCNL applicato in azienda.
Quando non è prevista la visita fiscale?
I casi di esonero sono: Malattia connessa all'esistenza di una patologia grave che richiede cure salvavita; Infortunio sul lavoro e malattia professionale; Malattia correlata a un'eventuale invalidità o menomazione del dipendente pari o superiore al 67%.
Quando si è in malattia si può uscire di casa?
Quando si può indossare la divisa?
Perché non riesco più a cantare come prima?
