Domanda di: Sig. Arcibaldo Rinaldi | Ultimo aggiornamento: 20 marzo 2023 Valutazione: 4.7/5
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L'ottava rima (soprattutto nella forma dell'ottavina) è spesso utilizzata dai poeti improvvisatori come metro per i loro "contrasti" (gare di versi improvvisati).
Strofa (o strofe, dal greco strofé, “giro, voltata del coro”) di otto endecasillabi a rima alternata e baciata secondo lo schema ABABABCC. L'ottava - detta anche ottava rima o addirittura stanza - è la strofa fondamentale di tutta la tradizione epico-cavalleresca, oltre che del genere dei cantari.
Il succedersi degli eventi e delle situazioni è enfatizzato e scandito attraverso la presenza nella stessa ottava di elementi deittici (di su di giù) e di verbi che indicano movimento; la ripresa[6], inoltre, crea un legame fra i versi e contribuisce a creare un effetto dinamico.
Pitagora ha scoperto così che con un rapporto di numeri, in questo caso 2:1, si può descrivere un rapporto armonico musicale che oggi chiamiamo intervallo di ottava (è la distanza, ad esempio, tra un Do e il Do successivo).
Metrica. - È una strofa di otto versi endecasillabi, di cui i primi sei a rime alternate, gli ultimi due a rima baciata. Molto si è discusso sulla genesi di essa, né ancora la questione si può dire risolta.