Entrambi i prosciutti contengono livelli simili di colesterolo (circa 50-70 mg per 100g). Tuttavia, il prosciutto cotto è generalmente preferibile in caso di colesterolo alto perché ha meno grassi saturi totali. Il crudo, pur avendo grassi "buoni" (acido oleico), va sgrassato, mentre il cotto è spesso più ricco di sale e conservanti.
Chi ha il colesterolo alto può mangiare il prosciutto cotto?
Vanno eliminati gli insaccati ad elevato tenore in grassi saturi (salsiccia, mortadella, etc.), mentre altri affettati (magri) possono essere consumati nelle corrette quantità e frequenze (prosciutto cotto, crudo, speck sgrassati oppure bresaola, affettato di tacchino o pollo).
Quali affettati si possono mangiare con il colesterolo alto
La bresaola: è uno dei salumi più magri in assoluto, poiché contiene una bassissima percentuale di lipidi e grassi saturi, tanto da trovare sempre posto all'interno di numerosi schemi alimentari ipocalorici.
Il prosciutto cotto ha infatti meno calorie del crudo, ma i suoi grassi sono meno salutari. I grassi saturi presenti nel prosciutto cotto aumentano infatti il livello di colesterolo nel sangue.
Cosa cambia tra prosciutto crudo e prosciutto cotto?
Il prosciutto crudo viene infatti sottoposto a processi di salatura e stagionatura che preservano il prosciutto e ne sviluppano il suo gusto unico. Per cui non si tratta di “carne cruda”. Il prosciutto cotto invece subisce un processo di cottura vera e propria.