Nel 2026, l'accesso alla pensione prevede requisiti stabili come 67 anni di età (con 20 di contributi) per la vecchiaia e 42 anni e 10 mesi di contributi (41 e 10 mesi per le donne) per la pensione anticipata ordinaria. Con la probabile fine di Quota 103 e Opzione Donna, le principali vie restano la pensione di vecchiaia, anticipata, l'APE Sociale e la pensione di vecchiaia contributiva (71 anni).
Nel 2026, le principali novità sulle pensioni anticipate riguardano la conferma dei requisiti della pensione anticipata ordinaria (42 anni e 10 mesi per uomini, 41 anni e 10 mesi per donne), l'abolizione di Quota 103 e Opzione Donna, ma anche la proroga del "Bonus Giorgetti" (incentivo a restare al lavoro dopo i requisiti) e l'allungamento graduale delle finestre di attesa per l'erogazione. Per i contributivi puri restano le regole dei 64 anni con importo minimo, mentre si conferma l'aumento dei requisiti per l'anticipata ordinaria a causa dell'adeguamento all'aspettativa di vita.
Nel 2026, le novità pensionistiche principali includono la fine di "Quota 103" e "Opzione Donna", l'aumento delle maggiorazioni sociali a 20€ mensili per le fasce deboli, la conferma della Pensione Anticipata Fornero (42 anni e 10 mesi per uomini, 41 anni e 10 mesi per donne), l'adeguamento all'inflazione (+1,4%) e alcune modifiche alla previdenza complementare, come l'aumento della deducibilità a 5.300€ annui e l'introduzione di meccanismi di adesione automatica.
La Manovra 2026 in Italia introduce misure su pensioni (aumento età, maggiorazioni), tasse (riduzione IRPEF seconda aliquota, Plastic/Sugar tax rinviate), imprese (incentivi ZES, IRES premiale, rifinanziamento Fondo PMI) e famiglie (Carta Dedicata a Te, sostegno libri scolastici). Si prevedono anche novità per il fisco (scudo fiscale, detrazioni edilizie 50% prorogate), sanità (aumento finanziamento SSN) e lavoro (congedo parentale esteso).
Quali sono i requisiti per andare in pensione nel 2026?
63 anni e 5 mesi di età, (per le donne con sconto di un anno per ogni figlio, con massimo di 2) almeno 30/36 /32 di contributi versati (in base alla categoria)