Domanda di: Ing. Tristano Gentile | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023 Valutazione: 4.3/5
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Le temperature che si raggiungono sono di 900-1000 gradi. La bara con la salma viene immessa mediante guide metalliche nella parte superiore e prende immediatamente fuoco. Le ceneri e le ossa calcificate cadono progressivamente nella parte inferiore del forno, dove si completa la combustione.
Spesso i resti contengono anche oggetti preziosi non consumati dal calore oppure viti, chiodi, cerniere o altre parti della bara. Inoltre, la miscela spesso contiene apparecchi dentali, oro dentale, viti chirurgiche, protesi. Questi oggetti vengono rimossi con l'aiuto di forti magneti.
Le bare per la cremazione più indicate sono in legno naturale, non trattate con vernici o materiali chimici che sprigionerebbero fumi tossici nel forno crematorio. Tra gli altri legni più utilizzati per i cofani funebri troviamo le più richieste in rovere, Frassino o Mogano.
è l'unica soluzione definitiva, cioè che non richiede ulteriori interventi in futuro. esclude problemi di tipo igienico-sanitario. costa di più rispetto all'inumazione (perché c'è da pagare la tariffa del forno crematorio e il trasporto) ma molto meno rispetto alla tumulazione.
La cremazione è il processo per cui la salma del defunto viene ridotta in polvere e cenere; questi resti sono poi conservati in un'urna cineraria che può essere tumulata in un loculo o affidata ai familiari del defunto. Le ceneri però possono anche essere “disperse” in terra, in aria o in acqua.