Facendo sempre attenzione che non si alzino le spalle, inspira col naso contando fino a 4. Poi trattieni il respiro contando fino a 4. Quindi espira con la bocca contando fino a 4 e infine trattieni ancora contando fino a 4. Ripeti il ciclo per cinque volte, fermandoti se dovesse girarti la testa.
Con l'orologio alla mano, si calcola quanti atti respiratori compie la persona in 15 secondi e poi si moltiplica per 4; in alternativa, è possibile continuare la rilevazione per 60 secondi. È necessario verificare sempre profondità e ritmo per capire se il soggetto respira in modo normale.
Nella maggior parte dei casi, l'affanno è un sintomo che risulta da malattie dell'apparato respiratorio (malattie polmonari) o da cardiopatie. Esistono, però, altre condizioni che si associano a questa manifestazione, come quelle neurologiche, muscolo-scheletriche, endocrine, ematologiche e psichiatriche.
La prima cosa da fare è fermarsi e osservare come si respira. Portare la propria attenzione, al proprio respiro. Osservarlo e “sentire” l'aria che entra e che esce, cercando di respirare senza alzare le spalle, cercando di “far scendere” l'aria verso la pancia e gonfiando l'addome.
Posizione supina con le ginocchia piegate, porre le mani sull'addome all'altezza del diaframma. Inspirare profondamente gonfiando l'addome, trattenere il respiro per alcuni secondi, quindi espirare completamente comprimendo l'addome con le mani. Ripetere l'esercizio lentamente 20 volte.