Come curavano gli antichi il fuoco di Sant'Antonio?
Domanda di: Ing. Mercedes Rizzi | Ultimo aggiornamento: 19 aprile 2026 Valutazione: 5/5
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Anticamente, il Fuoco di Sant'Antonio (herpes zoster) veniva curato attraverso pratiche di medicina popolare, rituali di "segno" e rimedi naturali basati sulla fede e sulla tradizione. I guaritori usavano carbone caldo, segni di croce, formule magiche e unguenti a base di grasso di maiale per alleviare i bruciori.
Qual è la medicina sarda per il fuoco di Sant'Antonio?
Il “fuoco di Sant'Antonio”, un'erpes simile ad una bruciatura che si estende in tutto il corpo, veniva curato da una persona che come primo mestiere aveva fatto il guardiano di porci. Si ungeva il corpo del malato con dell'olio d'oliva dentro in quale erano state rese in scaglie delle pietre.
Cosa sono le segnature per il fuoco di Sant'Antonio?
Fuoco di Sant'Antonio
I metodi di segnatura sono due: uno più "cristiano" che prevede l'uso di tracciare dei segni di croce (ma anche circolari) sulla parte interessata o intorno ad essa con la mano destra bagnata di acqua benedetta o con crocifissi, medaglie o anelli preferibilmente d'argento.
In generale tutte le segnature avvengono girando intorno al male, alla piaga, con la foglia, o con il materiale che serve per far guarire la malattia. Il gesto viene ripetuto nove volte, recitando in silenzio, le parole o la preghiera indicata per la singola malattia.