Nella nostra lingua, per sopperire ad alcuni suoni mancanti, si ricorre a gruppi di due lettere (digrammi) o di tre lettere (trigrammi) che rappresentano appunto un solo suono.
L'italiano ha i seguenti digrammi: ch (che riproduce l'occlusiva velare sorda); gh (che riproduce l'occlusiva velare sonora); gn (per la palatale nasale) + a, e, i, o, u; ci (per l'affricata palatale sorda) + a, o, u; gi (per l'affricata palatale sonora) + a, o, u.
I trigrammi sono gruppi di tre lettere che rappresentano un unico suono. I trigrammi sono quattro: • gli seguito da vocale: famiglia, pagliuzza, fogliame; • ghi seguito da vocale: ringhiare, ghiotto, preghiera; • chi seguito da vocale: vecchio, chiamare, chiesa; • sci seguito da vocale: sciare, guscio, scienziato.
Davanti a e, in alcuni casi la vocale [i] è accentata (ad esempio, in farmacie) e la pronuncia del complesso è quindi ([ˈʧi. e]; in questo caso ci non rappresenta più un digramma, in quanto a ogni lettera corrisponde un preciso suono.
In linguistica, un digramma è una sequenza di due grafemi (o lettere) che all'interno di una lingua identificano graficamente un fonema (o un gruppo di fonemi) indipendente dal valore fonologico singolarmente assunto dalle lettere che lo compongono.