Come distinguere diminutivo da vezzeggiativo?
Domanda di: Ione Parisi | Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023Valutazione: 4.2/5 (66 voti)
A volte il significato dipende dal nome; ad esempio il suffisso “icino “ nella parola “cuore” che diventa “cuoricino”, ha un valore vezzeggiativo ( dolce cuore); mentre lo stesso suffisso nella parola “pelle”, che diventa “pellicina”, ha un valore diminutivo( piccola pelle).
Come riconoscere i nomi vezzeggiativi?
In partic., e più comunem., si chiamano vezzeggiativi (di solito come s. m.) quei derivati di sostantivi e anche di aggettivi, talora di verbi, che connotano affettivamente la parola originaria; sono formati con gli stessi suffissi dei diminutivi, soprattutto -ino, -étto, -ùccio, come fratellino, carino, nasetto, ...
Quando si usano i vezzeggiativi?
Definizione. I vezzeggiativi sono alterati (➔ ) che hanno un significato attenuativo con forte componente affettiva. Attraverso il vezzeggiativo il parlante vuole in genere esprimere la propria vicinanza (emotiva o fisica) al denotato dell'alterato o dell'atto linguistico in cui questo è usato.
Come si fa il vezzeggiativo di un nome?
I vezzeggiativi sono quegli alterati che danno al nome di partenza una connotazione affettiva e si ottengono aggiungendo alla radice suffissi come -etto, -uccio, -uzzo, -ino e -acchiotto.
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